Sebastian Vettel: il primo tifoso Ferrari

Dopo sei lunghissimi anni è finita l’avventura, o meglio il sogno di Sebastian. Quando il tedesco è arrivato alle porte di Maranello era già accompagnato da ben quattro titoli mondiali con quella che era stata fino ad allora la sua famiglia, la Red Bull. Quattro titoli ottenuti in quattro anni, sufficienti per far capire al mondo che Sebastian Vettel da Heppenheim non è mai stato un semplice pilota, ma un campione. Un campione che nel 2014 ha deciso di dare una svolta alla sua carriera, iniziando a scrivere un nuovo capitolo del suo percorso in Formula Uno. Il mito della Ferrari resta tutt’oggi un sogno o un obiettivo per chi di mestiere corre a 300 km/h in giro per il mondo, una scuderia tanto importante quanto storica e così Sebastian ha sempre colto l’occasione per ribadire la sua ammirazione per la rossa, sottolineando sempre quanto abbia significato Michael Schumacher nella sua infanzia.

15 marzo 2015, inizia l’avventura di Sebastian in Ferrari, a Melbourne, dove inaugura il suo primo podio con la rossa. Poi Malesia, e subito la prima vittoria. Difficile poter dimenticare l’urlo di gioia accompagnato da un “Grazie ragazzi, Forza Ferrari”, che da lì in poi sarebbe stata una citazione fissa, una costante, qualcosa che ha sempre contraddistinto Sebastian Vettel dagli altri piloti che hanno avuto il privilegio di correre per la Ferrari: i suoi team radio che lo hanno reso più italiano che tedesco.

Il 2017 sembrava essere l’anno della Ferrari e di Gina, perché poi a Sebastian è sempre piaciuto dare un nome femminile alle sue monoposto, e ogni qual volta riusciva a tagliare il traguardo per primo, i suoi meccanici lo aspettavano proprio sotto al podio per accoglierlo e cantare insieme “Gina davanti, e dietro tutti quanti”. Così Sebastian non ha mai vissuto un giorno senza avere la consapevolezza di far parte di una famiglia ed una cultura, nella quale lui stesso ha contribuito a farne la storia. L’affetto del pubblico ferrarista è uno dei fattori che ha sempre fatto la differenza fra la Scuderia Ferrari e le altre squadre, e Sebastian questo lo ha sempre saputo. Sul podio di Monza dopo una gara sofferta disse: “Voi siete il migliore pubblico del mondo. Lo so che arriviamo, Forza Ferrari”, e ci credeva davvero.

Poi il 2018, le due vittorie di fila a Melbourne e in Bahrain, sembrava l’anno perfetto per poter coronare il sogno di vincere con la rossa. Con l’inizio dell’estate e la vittoria in Canada che mancava da 14 anni a Maranello, la grinta e la forza della macchina portarono Sebastian anche sul gradino più alto di Silverstone, “a casa loro” dove Sebastian vinse lasciando tutti senza parole. Ma poi il gran premio di Hockenheim e l’errore maledetto che ancora oggi fa discutere chi quell’anno ci credeva davvero. Un errore che gli costò la vittoria della gara, e un sogno che da lì in poi sarebbe diventato sempre più lontano. Solo con la fine dell’estate, Loria (nome della sua SF71-H) salì per l’ultima volta sul gradino più alto all’università della F1, in Belgio.

Sebastian Vettel ferrari

La stagione del 2019 sembrava essere destinata a rimanere anonima per Sebastian che fino ad un anno prima era l’unico pilota in grado di tenere testa a Lewis Hamilton. In una stagione segnata più da delusioni che soddisfazioni, dopo un DNF o una qualifica andata male, Sebastian è sempre stato il primo a scusarsi, a fare un passo indietro e prendersi tutte le colpe, anche quelle che non gli spettavano, ed è forse questa la differenza fra un pilota ed un campione. Tra speranze archiviate e promesse rinviate, l’unica vittoria di Vettel arrivò nella notte di Singapore; una vittoria inaspettata, talmente desiderata che proprio Sebastian riuscì a stento a trattenere le lacrime sul podio. Una sola vittoria che determinò la fine dei suoi successi con la Ferrari.

Sebastian Vettel ci saluta con 14 vittorie, ed è quasi impossibile dire quale fra queste sia la più bella; ogni gara vinta è stata sofferta e combattuta, forse è questo uno dei motivi per il quale il tedesco lascia un grande vuoto nei nostri cuori da tifosi. Il nostro Sebastian non sarà più un pilota Ferrari dal prossimo anno, ed è una verità amara, una bella storia che come tutto, ha trovato la sua conclusione. Una fine, quella del duo Ferrari-Vettel, quella dell’inno tedesco accompagnato da quello italiano che tanto ci ha fatto sognare nell’era di Schumacher. Ma una grande certezza ci porteremo sempre nel cuore: Sebastian non è solo un quattro volte campione del mondo, o il terzo pilota più vincente per la Scuderia Ferrari. Sebastian è solo un tifoso che ha avuto l’onore e il privilegio di realizzare il suo sogno, e non ci sarà mai modo di dimenticarsene.


Danke Seb,
Vanessa.