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Touch Screen e Manipolazione: i bambini e la tecnologia


20 Ottobre 2022

Oggi vogliamo portare all’attenzione di tutti i lettori un interessante articolo riguardante come la tecnologia si sta evolvendo e sta influenzando sia in positivo che in negativo anche le fasce più piccole in via di sviluppo, i bambini di due e tre anni. L’articolo di Barbara Franco, autrice di “Tocca, esplora e impara” (libro acquistabile anche sul sito FeltrinelliEditore) e ideatrice di QUID+, la linea educativa di Gribaudo – Gruppo Feltrinelli espone come la tecnologia è entrata nella quotidianità anche dei più piccoli e quali sono i migliori modi per integrarla nelle ore di svago e in quale quantità per evitare vere e proprie dipendenze inopportune, riportiamo gli estratti principali dell’articolo scritto da Barbara Franco, così da diffondere come integrare al meglio la tecnologia nelle mani dei nostri piccoli bambini e di come può creare dipendenze se utilizzata a sproposito.

“Secondo uno studio condotto in Italia nel 2016 e integrato nel 2019 dal Centro per la Salute del Bambino di Trieste, il 17% dei bambini sotto i 12 mesi usa da solo un dispositivo dotato di touch screen. Le molteplici app disponibili anche per i più giovani funzionano con gesti molto semplici come toccare, trascinare e scorrere il dito, capacità che sono ampiamente padroneggiate già da un bimbo di pochi mesi e il touch screen, tramite i colori, le forme e gli stimoli sonori, cattura l’attenzione dei più piccoli. La centralità delle mani e il fatto che un piccolo gesto produca un risultato immediato sul display, genera anche un potente effetto di rinforzo positivo che gli oggetti reali non sempre sono in grado di provocare. Occorre però anche valutare che mancando la sensazione tattile, cioè la risposta sensoriale che i polpastrelli percepiscono quando si tocca un oggetto concreto, il bambino non entra in contatto davvero con la realtà…
In questo contesto l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha elaborato una serie di linee guida per il corretto sviluppo fisico e mentale dei più piccoli, secondo cui sarebbe bene evitare l’utilizzo di smartphone e tablet nei primi due anni di vita. L’uso prolungato del touch screen infatti sembrerebbe causare una maggiore distrazione e una minore capacità di concentrazione. A tal proposito esistono diversi altri aspetti che gli adulti dovrebbero considerare, come il fatto che, sempre al di sotto dei due anni di età, i bambini non possiedono ancora le competenze di pensiero simbolico, utili a comprendere che ciò che vedono sullo schermo è solo un simbolo di un oggetto concreto ed è pertanto difficile che trasferiscano gli apprendimenti dal digitale alla loro vita quotidiana reale
È importante che i genitori conoscano quindi i rischi di una prematura esposizione al digitale e capiscano come trasmettere ai propri figli, dopo i tre anni di età, un corretto uso dei suoi strumenti: occorre monitorarne l’utilizzo, sia selezionando opportunamente i contenuti (ossia giochi, applicazioni, film e cartoni animati) sia regolamentando i tempi che non devono mai essere superiori all’ora e mezza al giorno in tranche non maggiori ai 45 minuti tra tablet, smartphone, TV e videogiochi
Tra le attività più interessanti da proporre al proprio bambino emerge sicuramente quella legata al Cestino dei Tesori di Elinor Goldschmied, psicopedagogista britannica. Si tratta di una tecnica ludica, rivolta ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 mesi, che raccoglie e fornisce una ricca varietà di oggetti comuni scelti per stimolare tutti i sensi e supportare l’apprendimento e la concentrazione. Il cesto che contiene questi oggetti deve avere un diametro di circa 35 cm per 10 cm di altezza, con fondo piatto, resistente e senza manici, in modo da evitare che il bambino appoggiandosi lo rovesci e, nella selezione degli oggetti, è consigliabile evitare la plastica e preferire materiali naturali come pigne, conchiglie, zucche essiccate e di diverso materiale come bambù, paglia, lana, legno, metallo, pelle, tessuto, gomma e setole. Dopodiché, al genitore non resta altro che lasciare spazio alla libera esplorazione e all’iniziativa del piccolo senza intervenire direttamente nel gioco, se non rinnovando il contenuto del cestino e controllando che gli oggetti siano sempre in buono stato. Come per qualsiasi nuova esperienza, nel bimbo convivranno curiosità e stupore, ma anche dubbi e incertezze, che sarà necessario dissipare con un atteggiamento interessato da parte dell’adulto, il cui ruolo deve essere di rassicurazione emotiva e supporto alla sua esperienza di apprendimento positivo.”

Crediti immagine: ilbellodeibimbi.com

Per chi non lo conoscesse QUID+ nasce nel 2018 e si occupa di tradurre le più avanzate teorie pedagogiche in prodotti semplici e accattivanti, nati dalla collaborazione con grandi specialisti del settore, in cui ogni kit viene completato da un libro guida dedicato agli adulti: questo fornisce a genitori ed educatori una maggior consapevolezza delle capacità di apprendimento del bambino e gli strumenti per aiutarlo a esprimere il suo potenziale, permettendogli di ottenere con spontaneità e attraverso il gioco quel “qualcosa in più.

Se siete interessati all’argomento e volete approfondire il metodo Quid+, un progetto innovativo per bambini da 0 a 7 anni potete trovare ulteriori informazioni in questa pagina web che fa chiarezza su come è nato e sullo scopo del progetto, oltre ad offrire numerose informazioni anche per i genitori e una vasta quantità di prime letture dedicate ai nostri piccoli, inoltre grazie all’iniziativa di Plasmon per festeggiare i suoi 120 anni, ha scelto di collaborare con QUID+ e sarà possibile partecipare al concorso (fino a fine anno) che mette in palio il gioco educativo per bambini e genitori, “Tocca, esplora e impara“, potete trovare ulteriori informazioni in questo sito.

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