Caso privacy con Zoom: i consigli di Trend Micro, azienda di cybersecurity

A seguito delle recenti criticità della piattaforma di videoconferencing Zoom e della possibilità che siano stati sottratti i dati degli utenti, circa 500mila dati, per essere poi rivenduti online sul darkweb, Trend Micro, azienda di cybersecurity ci aiuta a capire il problema.

Zoom

Nel caso di utenti aziendali per i quali il dipartimento IT ha predisposto un’autenticazione a 2 fattori, non dovrebbero esserci preoccupazioni perché lo username o la password non garantiscono accesso alla piattaforma ma è necessario un ulteriore codice inviato al telefono dell’utente. Per gli utenti privati, invece, consigliamo fortemente di cambiare la password non solo di Zoom ma di tutti quei servizi che utilizzano la stessa combinazione di username e password. Non è ideale utilizzare la stessa password per diversi siti o applicazioni, ma a volte è difficile e in questi casi si può utilizzare un buon Password Manager, come quello di google, che funzioni sia su PC che sui dispositivi mobili.

Grazie alle nuove misure di sicurezza introdotte da Zoom e ad altre impostazioni come l’utilizzo di un sistema che generi meeting id e password, non dovrebbero esserci problemi nell’utilizzo della piattaforma. Oggi capire al 100% se le proprie credenziali sono state rubate o rivendute è difficile, soprattutto finché non vengono condivise online. Il consiglio è di cambiare immediatamente la password dei propri social media, del conto bancario online e altre applicazioni critiche. Nel caso di applicazioni nelle quali non si riesce più a entrare perché magari è stata cambiata la password è bene avvertire subito il produttore, in quelle invece dove è possibile accedere consigliamo di verificare le impostazioni e la cronologia delle attività per capire se è stata apportata qualche modifica o effettuata qualche transazione.

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