Death Stranding: La lezione di vita di Hideo Kojima

Death Stranding ha già i riflettori puntati da parte della stampa dalla quale ha riscosso un buon successo in Italia e aspre critiche oltre i confini, ma di sicuro il titolo sta facendo molto parlare di se e Hideo Kojima ha voluto spiegare qual è l’obiettivo della sua creazione.

Death Stranding: La lezione di vita di Hideo Kojima

I critici videoludici di tutto il mondo hanno espresso il loro parere su Death Stranding e come per le precedenti creazioni di Hideo Kojima abbiamo due grosse fazioni completamente opposte fra di loro: chi lo ama e chi lo odia.
Per quanto riguarda la nostra nazione il titolo ha riscosso un enorme successo lasciando a bocca aperta la critica, questione contraria oltre oceano il quale è stato aspramente criticato in tutti i suoi aspetti. 

Quando ho mostrato per la prima volta il gioco al mio team ho ricevuto un feedback negativo, lo stesso è avvenuto quando ho provato a creare il genere stealth negli anni ’90, una volta che il mio team ha capito i vari aspetti di gioco, la loro idea è cambiata e da quel momento in poi il processo di sviluppo è stato semplice ed è proseguito in maniera rapida

Hideo Kojima

Death Stranding non è sicuramente uno dei classici giochi commerciali che escono di anno in anno e tratta più generi videoludici non adatti a tutto il pubblico perché è molto lento nel suo svolgimento, ha un ambientazione innovativa e futuristica di difficile interpretazione la quale inizia a delinearsi solamente in un secondo momento, per proseguire nella story-line è necessario assimilare molte informazioni di gioco e il vero e profondo significato che il titolo vuole trasmettere lo si può recepire solamente godendosi a pieno tutto ciò che offre il titolo.

Death Stranding: La lezione di vita di Hideo Kojima

Entrando più nei dettagli di ciò che Death Stranding 2 offre, come trama abbiamo un America futura, martoriata da questo Death Stranding che ha unito il mondo dei viventi con quello dei morti portando queste “Creature Arenate” a scontrarsi con gli umani e il nostro compito sarà di ricreare le connessioni con le varie persone e i vari luoghi per formare un mondo migliore, riparare i danni commessi e recuperare le conoscenze che sono andate perdute.
Vediamo una grossa percentuale di esplorazione, dove il nostro personaggio ha il compito di acquisire missioni da “corriere” attraverso delle stazioni “Bridges” e trasportare il materiale preso in consegna.
Fino a qui può sembrare banale ma la cura ne minimi dettagli rende il tutto più difficile e più survival, dove bisogna stare attenti nei minimi dettagli a ciò che si sceglie di fare perché potrebbe portare al nostro fallimento.
Uno degli elementi da tenere in conto è la fisica generale, ovvero la lunghezza del percorso, la possibilità di farlo a piedi o con altri mezzi, il peso effettivo dell’oggetto da trasportare influenzerà il nostro viaggio e sarà un dettaglio fondamentale da tenere in conto.

La fisica è sempre presente anche in altri ambiti visto che nel caso in cui percorreremo strade troppo impervie oppure fiumi troppo insidiosi rischieremo di cadere distruggendo o danneggiando il nostro “pacco” da consegnare.
Ad aiutarci a superare gli ostacoli in differenti momenti del gioco avremo strumenti come corde e scale allungabili.

Death Stranding: La lezione di vita di Hideo Kojima

Parlando del survival i fattori principali sono le “Creature Arenate”, questi esseri invisibili creati con l’unione della dimensione dei morti; bisognerà superarle in modo silenzioso oppure affrontarle con granate fabbricate mediante i fluidi corporei di Sam. 
Per evitare queste creature è fondamentale la presenza dei “Bridge Babies” questi feti in una teca che hanno il compito di segnalarci l’arrivo delle “Creature Arenate”.

Death Stranding: La lezione di vita di Hideo Kojima

Le città sono le zone sicure delle persone sopravvissute, all’esterno troveremo soltanto i corrieri e i MULI che faranno il nostro lavoro, ma a complicarlo, nelle zone adiacenti alla presenza delle “Creature Arenate” ci sarà la “cronopioggia”, una pioggia che velocizza il tempo e crea effetti negativi sugli oggetti da trasportare facendo usurare le casse e provocando un invecchiamento precoce sulla pelle delle persone.

Tutto questo è ciò che il gioco offre ma ciò che Hideo Kojima vuole trasmettere a tutti i giocatori è più profondo e più complesso, ha preso spunto dalla realtà attuale della nostra quotidianità, di quello che succede e di come si potrebbe evolvere: 

Il presidente Trump in questo momento sta costruendo un muro, e lo stesso vale per la Brexit: sembra che la gente voglia erigere molti muri e vivere da sola. In Death Stranding usiamo dei ponti per esprimere la connessione tra le persone e si può scegliere se usarli o romperli.
Vogliamo far riflettere le persone sul significato della connessione”.

Hideo Kojima si vuol concentrare in particolare sull’importanza della connessione fra le persone, fra le varie popolazioni, lasciando da parte quella virtuale che ormai ha preso il sopravvento: 

Quando siamo connessi, abbiamo una responsabilità reciproca.
I social media moderni non sembra si siano assunti correttamente questa responsabilità. Ma questa reciprocità è ciò che fa stare bene le persone, è sempre stato così. Voglio che la gente consideri questi aspetti e li percepisca all’interno del mio gioco

Con Death Stranding Kojima vuol mettere in risalto questa connessione tra giocatori solamente tramite azioni e emozioni positive:

Si può interagire con gli altri giocatori solo tramite ‘Mi piace’, non c’è modo di interagire in maniera negativa e non c’è competizione.
A un certo punto sarà possibile essere riconosciuti dagli altri per aver disposto nel mondo di gioco degli oggetti che gli altri possono usare. Quando giochi, inizierai a pensare agli altri e a come puoi aiutarli collocando l’oggetto giusto nel posto giusto all’interno di un grandissimo mondo esplorabile

Perciò l’obbiettivo che si è messo davanti Kojima è forte e che rispecchi anche la nostra realtà, un obbiettivo alla portata di tutti ma non voluto da molti e vogliamo concludere l’articolo con queste parole brevi ma cariche di significato che ci ha regalato Hideo Kojima:

“Non mi interessa che le persone si divertano, si emozionino o rimangano sorprese, voglio solo che quei concetti che trovano in Death Stranding abbiano un corrispettivo nel mondo reale, voglio che pensino a come ci colleghiamo”.

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Death Stranding - PlayStation 4
  • Kojima, il padre della saga Metal Gear torna con un nuovo grande titolo - Gameplay innovativo caratterizzato da un'elevata qualità grafica
  • Un Open World unico per un' esperienza di gioco memorabile - Una storia coinvolgente che farà riflettere ed emozionare il giocatore
  • Motion Capture Technology e Cast d'eccezione per un gioco cinematografico

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